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Digital Spot2025-10-17 11:59:152026-05-20 12:53:12dott.ssa Mayla SgrullettiL’allergologia e l’immunologia comprendono due campi complementari.
Come suggerisce il nome, l’allergologia si riferisce alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento di tutte le forme di allergia e delle malattie correlate.
L’allergologo è il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie allergiche. È preparato per riuscire a identificare i fattori che scatenano le allergie e aiuta i pazienti a gestire i sintomi, a prevenirne l’insorgenza e, se possibile, a curare la malattia.
L’allergia può manifestarsi in qualunque parte del corpo, ma le zone su cui si concentra più spesso l’attenzione dell’allergologo sono il naso, gli occhi, i polmoni, i seni paranasali, la gola, la pelle e la parete dello stomaco. Qui, infatti, che si concentrano le cellule immunitarie che reagendo alla presenza dell’allergene scatenano la risposta allergica.
Tra le patologie di cui si occupa più spesso l’allergologo sono incluse:
- l’anafilassi
- l’asma
- la dermatite da contatto e le allergie cutanee (eczemi e orticaria).
- la rinite allergica
L’immunologia è la scienza che si occupa della struttura e del funzionamento del sistema immunitario, concentrandosi sul suo sviluppo, sulla sua anatomia e sui problemi che possono colpirlo.
Fra le patologie con cui ha più spesso a che fare l’immunologo sono incluse:
- allergie e le reazioni di ipersensibilità, ad esempio l’anafilassi
- immunodeficienze
- malattie autoimmuni
altre malattie o disturbi che coinvolgono il sistema immunitario.
Presso lo studio medico è possibile eseguire:
Cutireazioni per inalanti (prick test). Rappresenta un test diagnostico che si esegue sulle braccia. Si posizionano sulla cute delle goccioline e successivamente con un piccolo aghetto si fa penetrare la sostanza. Se il paziente è allergico ad una sostanza comparirà una bollicina simile alla puntura di zanzara. Il test dura 15 minuti. Nelle goccioline ci sono delle sostanze che comunemente sono causa di naso chiuso o che gocciola, starnuti, lacrimazione, tosse e affanno. Tra le sostanze più comuni ricordiamo gli acari della polvere, il pelo del cane e del gatto, muffe, alberi come olivo o cipresso e pollini come graminacee e parietaria.
- Cutireazioni per alimenti (prick test). La metodica è la stessa di quella descritta precedentemente. In questo caso, però, le goccioline contengono gli alimenti che maggiormente sono responsabili di reazioni allergiche (latte, uovo, frutta secca,verdure). Questo test si esegue nei pazienti che presentano reazioni avverse dopo l’assunzione di alcuni alimenti per diagnosticare un’allergia alimentare (condizione diversa dall’intolleranza).
- Patch test: Il test si esegue utilizzando 30 cerotti che vengono posizionati dietro la schiena. I cerotti devono essere mantenuti per 72 ore e quindi è importante che il paziente non faccia la doccia e non pratichi attività fisica per 3 giorni. I patch test vengono effettuati in pazienti che sviluppano manifestazioni cutanee o gastrointestinali in seguito al contatto con diversi materiali. I cerotti contengono profumi, detergenti, creme e metalli. Questo test permette di diagnosticare, ad esempio, la frequente allergia al Nichel che oltre a trovarsi nella bigiotteria e nelle creme, è presente in molti alimenti. Se diagnosticata lo specialista proporrà al paziente una dieta con alimenti privi di nichel con la possibilità dopo almeno 4 settimane di reintegrare gradualmente gli alimenti che lo contengono.
Info Tecniche
Esami utili da presentare:
precedenti referti e anamnesi
Durata della visita:
30-60 min

